Anche GitHub dice no a FLoC

Anche GitHub dice no a FLoC

Dopo gli sviluppatori dei browser per la navigazione Internet Brave e Vivaldi e gli esponenti della EFF (Electronic Frontier Foundation), anche i responsabili della piattaforma per il code hosting GitHub hanno deciso di dire no a FLoC (Federated Learning of Cohorts), nuovo sistema di tracciamento proposto da Google come alternativa ai cookie di terze parti.

FLoC si presenta come una soluzione in grado di effettuare la raccolta dei dati relativi alle abitudini degli utenti senza però creare dei profili individuali, esso consente infatti di isolare degli insiemi di utilizzatori generati sulla base di interessi comuni e fornisce così delle informazioni utili per la realizzazione di campagne di marketing.

Attualmente tale tecnologia è ancora in fase di test tramite Chrome 89 ma soltanto in alcuni Paesi tra cui gli Stati Uniti e non in Europa dove vige il GDPR (General Data Protection Regulation) che è molto restrittivo dal punto di vista della privacy. Esso preleva i dati sulle coorti dalla cronologia di navigazione e utilizzando gli ID dei dispositivi monitorati potrebbe comunque esporre ad alcuni rischi per la privacy.

Partendo da questa considerazione GitHub, proprietà di Microsoft dal 2018 in seguito ad un'offerta economica pari a 7.5 miliardi di dollari, che d'ora in poi offrirà la possibilità di disabilitare FLoC dagli header HTTP delle pagine Web attivate su Github.com e Github.io tramite una semplice direttiva: "Permissions-Policy: interest-cohort=()".

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L'iniziativa di GitHub fa seguito anche a quella di un altro nome noto della Rete, quello del CMS (Content Management System) Open Source WordPress oggi alla base di oltre il 40% dei siti Internet online, i cui developer sono intervenuti sul codice dell'applicazione per evitare che il tracciamento tramite FLoC divenisse un'opzione di default.

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