Android: no alle aste per il choice screen

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 Android: no alle aste per il choice screen

Mountain View non richiederà più il pagamento di una commissione ai gestori dei motori di ricerca concorrenti per l'inserimento di questi ultimi nell'elenco delle piattaforme utilizzabili in modalità predefinita sui dispositivi Android commercializzati in Europa. Questa iniziativa riguarda direttamente il cosiddetto "choice screen" la cui genesi fu notoriamente molto travagliata.

Probabilmente i più attenti alle attività e alle sentenza delle authority Antitrust ricorderanno che il choice screen non era disponibile sul Robottino Verde prima del 2018, quell'anno infatti la Commissione Europea decise di sanzionare l'azienda californiana per abuso di posizione dominante condannandola a pagare 4.34 miliardi di euro.

Nel caso specifico la situazione che determinava l'abuso venne risolta creando un sistema dedicato alla selezione da parte degli utenti del servizio di ricerca preferito, tale scelta può essere effettuata da una lista in cui sono presenti 3 posizioni che fino alla recente rimozione del fee venivano assegnate ai migliori offerenti tramite un'asta.

L'eliminazione delle commissioni d'ingresso sarebbe stata approvata anche per venire incontro ad alcuni operatori del settore meno strutturati, come per esempio DuckDuckGo o Qwant, che non disponendo delle stesse risorse di altre realtà (basti pensare alla Casa di Redmond con il suo Bing) rischiavano spesso di rimanere al di fuori del choice screen.

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Come sottolineato da Oliver Bethell, responsabile del competition team di Google in Europa, molto presto (con tutta probabilità entro settembre) il choice screen dovrebbe subire altri aggiornamenti tra cui l'inserimento di un maggior numero di motori di ricerca. In previsione vi sarebbe una lista composta da almeno 12 operatori per ciascun paese europeo.

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