Android Things, l'OS di Google per l'IoT

Android Things, l'OS di Google per l'IoT

Nelle scorse ore Mountain View ha comunicato in via ufficiale quello che sarà (o meglio è già) il nome commerciale del suo sistema operativo dedicato al comparto IoT (Internet of Things o "Internet delle Cose"). La piattaforma è stata battezzata "Android Things" e rappresenta una variante del Robottino Verde per gli oggetti connessi.

Più precisamente Android Things viene presentata dagli sviluppatori come un'evoluzione dei progetti chiamati "Android Brillo" e "Weawe", grazie a questi ultimi i ricercatori dei laboratori di Big G hanno sviluppato le soluzioni necessarie per garantire le comunicazioni e lo scambio di dati tra l'hardware e il sosftware che verrà incaricato di gestirlo.

L'annuncio del nome scelto è avvenuto contestualmente al rilascio di una nuova Developer Preview, tale anteprima tecnica consentirà agli sviluppatori di terze parti interessati di testare la piattaforma e realizzare applicazioni dedicate. Delude però il fatto che anche in questo aggiornamento non sia presente una componente fondamentale come l'integrazione con Google Assistant.

Presentata anche la quarta preview di Android Wear 2.0, seconda generazione del sistema operativo di Mountain View per i dispositivi basati sulle tecnologie indossabili; grazie ad essa le applicazioni per Android Wear permettono di effettuare acquisti in-app autorizzati con un PIN a 4 cifre associato ad un Google account, e possono reindirizzare l'utente sul Play Store per proporre il download di ulteriori App.

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A tal proposito è da segnalare che il gruppo californiano ha deciso di acquisire il team di Cronologics, azienda creata 2 anni fa da alcuni ex dipendenti di Google, per sostenere l'implementazione di Android Wear e degli smartwatch che lo supportano. In ogni caso il lancio di Android Wear 2.0, inizialmente previsto per la fine del 2016, non dovrebbe avvenire se non entro i primi mesi del prossimo anno.

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