Approvate le norme contro il Revenge Porn

Approvate le norme contro il Revenge Porn

L'emendamento al ddl sul Codice Rosso dedicato al Revenge Porn è stato approvato nelle scorse ore all'unanimità dalla Camera dei Deputati, vengono così inasprite le pene sia pecuniarie che detentive per coloro che dovessero cedere, inviare, consegnare, pubblicare o diffondere immagini o video privati a contenuto sessualmente esplicito senza il consenso delle persone in essi rappresentate.

Eventuali violazioni potrebbero essere punite con una multa da 5 mila a 15 mila euro e il carcere da 1 a 6 anni a seconda delle conseguenze generate e dei danni subiti dalle vittime. Da sottolineare che ad essere punibile non sarà soltanto l'autore delle immagini o dei video contestati, ma anche chi dovesse rendere pubblici tali contenuti una volta ricevuti o acquistati.

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E' poi importante sottolineare che l'eventuale condivisione tramite social network di immagini e video classificabili come Revenge Porn potrebbe costituire un'aggravante ai fini della pena comminata, viene quindi riconosciuta la capacità da parte di tali media di moltiplicare l'effetto lesivo a carico delle persone involontariamente coinvolte.

L'emendamento prevede inoltre che la pena possa essere aumentata da un terzo fino alla metà quando i fatti vengono commessi a danno di una persona in condizioni di inferiorità fisica o psichica o di una donna in stato di gravidanza. In questi casi infatti è implicita l'esigenza di offrire una maggiore tutela alle potenziali vittime del reato.

Per dare il via ad un'azione legale contro soggetti sospettati di avere effettuato azioni di Revenge Porn sarà necessaria una querela da parte della parte lesa, quest'ultima avrà 6 mesi di tempo per proporla dal momento in cui viene a conoscenza dell'attività a suo danno. Sono comunque previsti casi particolarmente gravi per i quali si procederà d'ufficio.

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