Assocertificatori contro la nuova governance della SPID

Assocertificatori contro la nuova governance della SPID

Assocertificatori, organizzazione di categoria nata per promuovere lo sviluppo e la diffusione degli strumenti per la dematerializzazione dei flussi documentali nel pubblico e nel privato, ha recentemente espresso perplessità riguardo alle nuove misure per la governance della SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) contenute nella Legge di Bilancio 2020.

A muovere critiche sarebbe in particolare un emendamento che prevede di affidare il rilascio delle Identità Digitali alla Presidenza del Consiglio, quest'ultima dovrebbe poi operare tramite la società PagoPA Spa che gestisce l'omonimo sistema informatizzato di pagamenti della Pubblica Amministrazione a cui tutte le istituzioni pubbliche italiane sono obbligate ad aderire.

Tale emendamento sarebbe stato giusticato facendo riferimento a "inefficienze degli operatori di mercato" che Assocertificatori riterrebbe non soltanto presunte, ma negherebbe cifre alla mano. A ciò si dovrebbe aggiungere il fatto che la piattaforma SPID sarebbe stata realizzata anche grazie all'impegno e agli investimenti degli operatori privati.

Il principale nodo della questione andrebbe quindi ricercato proprio negli sforzi profusi fino ad ora da questi ultimi, se l'emendamento (attualmente in discussione al Senato) dovesse essere approvato il modello che si verrebbe a creare potrebbe vanificare gran parte degli investimenti stanziati fino a questo momento dagli operatori di mercato.

La gratuità permanente della SPID, recentemente confermata dall'AgID (Agenzia per l'Italia Digitale), non rappresenterebbe poi una ragione sufficiente per allontanare i privati dalla sua gestione. Gli Identity Provider hanno infatti garantito fino ad ora la gratuità di accesso per tutti i cittadini senza per questo richiedere alcun finanziamento pubblico.

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