Asta 5G a quota 3.5 miliardi

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Asta 5G a quota 3.5 miliardi

L'asta per l'assegnazione delle frequenze 5G è ancora in corso e le aziende interessate continuano a formulare le proprie offerte creando aspettative ottimistiche per i futuri incassi dello Stato. La base d'asta cumulativa, cioè la cifra minima che ci si attendeva di incamerare, era pari a 2.5 miliardi di euro, ma ad oggi i rilanci avrebbero permesso di sfiorare quota 3.5 miliardi.

Per la precisione, al 19 settembre le offerte certificate dal Ministero dello Sviluppo Economico sarebbero state nel complesso pari a 3.496.302.258 di euro, l'offerta iniziale sarebbe stata quindi superata di oltre un miliardo di euro. A contribuire all'incremento delle offerte sarebbe stata in particolare la competizione per la banda da 3.7 GHz.

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Relativamente a quest'ultima, la gara sarebbe attualmente in corso tra Iliad, Fastweb, Wind Tre, Vodafone e Telecom Italia. Andrebbe comunque sottolineato che le cifre offerte potranno essere messe a bilancio ma non verranno incassate immediatamente, questo perché le tempistiche dei pagamenti sono condizionate dalla "liberazione" delle frequenze.

In sostanza, gli operatori vincitori dell'asta dovranno versare quanto promesso soltanto quando potranno effettivamente utilizzare le frequenze. Nello specifico, la banda da 3.7 GHz risulterà disponibile soltanto a partire dal prossimo anno, mentre quella da 700 MHz non verrà liberata prima del 2022. Ad essere immediatamente accessibile è invece la banda da 26 GHz.

Per l'asta non sarebbe prevista una vera e propria scadenza, si procederà infatti con i rilanci da parte delle Telco fino a quando un'offerta sufficientemente alta non scoraggerà gli altri competitor e li convincerà a ritirarsi definitivamente dalla gara. Ad oggi soltanto la banda 700 SDL non sarebbe stata al centro di alcuna offerta.

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