Big Company, quanti gli occupati in Italia?

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Big Company, quanti gli occupati in Italia?

L'ultima edizione del "Focus sulle WebSoft Companies" di Area Studi Mediobanca presenta i risultati relativi ad uno studio con il quale si è cercato di capire quale sia l'impatto economico ed occupazionale dell'attività di 25 Big Company del Web e del software nel nostro Paese. Parliamo quindi delle filiali italiane di grandi aziende tra cui Amazon, Facebook, Alphabet (Google) e Microsoft.

14 delle compagnie sotto analisi hanno il loro quartier generale negli Stati Uniti, 7 sono cinesi, 2 nipponiche e 2 tedesche. Per quanto riguarda i settori di attività quello più performante dal punto di vista del fatturato sarebbe il commercio elettronico, seguito in ordine sparso dal software e Web development e dalla fornitura di servizi online come piattaforme per i pagamenti, motori ricerca, Cloud provider e social network.

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Stando ai dati raccolti il giro d'affari generato si dovrebbe aggirare intorno ai 2.4 miliardi di euro, pari ad una quota parte dello 0.3% sul totale del comparto di riferimento, mentre gli occupati sarebbero 9.800, lo 0.5%. Non si tratterebbe quindi di cifre particolarmente elevate, ma nel corso degli ultimi 3 anni la situazione sarebbe migliorata anche grazie ad un incremento di 1.770 unità a favore degli occupati.

La maggior parte di questi lavoratori sarebbero dipendenti di Amazon che in Italia ha creato alcuni centri di distribuzione assumendo fino ad oggi 4.608 collaboratori. Le dinamiche positive per l'occupazione non avrebbero però riguardato nello stesso modo l'intera Penisola e si sarebbero sviluppate soprattutto in Lombardia, con le province di Milano e Monza-Brianza in testa.

Considerando che il giro d'affari prodotto dalle stesse multinazionali a livello mondiale si dovrebbe aggirare intorno agli 850 miliardi di dollari e gli occupati non sarebbero meno di 2 milioni, per ora il mercato italiano sembrerebbe essersi ritagliato un ruolo marginale. Residuale anche l'ammontare di tasse incamerate a seguito del loro operato, con 64 milioni di euro pagati nel 2018.

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