C'è la Cina diestro i cyberattacchi contro l'Occidente?

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Alcune settimane fa la McAfee, azienda specializzata in sicurezza informatica, aveva scoperto uno degli attacchi telematici più lunghi ed estesi della storia dell'informatica: per 5 anni dei crackers non meglio identificati avrebbero, infatti, effettuato delle incursioni nei sistemi di oltre 70 organizzazioni istituzionali e private occidentali.

Ora un video televisivo propagantistico del regime cinese presentato da F-Secure indicherebbe nei vertici di Pechino i responsabili di questi attacchi; in questo video, infatti, viene mostrato un software per il cracking che permetterebbe di selezionare con una certa semplicità gli indirizzi IP da colpire in caso di un'eventuale cyberwar.

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La scoperta del video sarebbe dovuta a Epoch Times, una pubblicazione vicina all'organizzazione religiosa Falun Gong da tempo messa al bando in Cina che potrebbe, per questo motivo, essere interessata ad accreditare quanto più possibile la "pista cinese".

Al di là di quelle che potrebbero essere le effettive responsabilità della Cina nel più grande cyberattacco di tutti i tempi, il video diffuso dalla propaganda di regime dimostrerebbe comunque che il gigante asiatico si starebbe dotando di strumenti per effettuare azioni di cracking contro obbiettivi occidentali. Il rischio per il futuro è che si stia prospettando all'orizzonte una nuova guerra fredda tra il blocco occidentale e quello orientale basata, questa volta, sulle non meno temibili armi informatiche.

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