Cyber criminali, mai cosi attivi

Cyber criminali, mai cosi attivi

Secondo quanto riportato nella più recente edizione del rapporto Clusit sullo stato della sicurezza informatica nel nostro Paese il Cyber crimine starebbe vivendo una vera e propria epoca d'oro; a confermarlo vi sarebbe un incremento delle azioni malevole superiore ad oltre il 30% rispetto alla rilevazione annuale precedente.

Per la compilazione del report è stata necessaria la collaborazione di alcuni soggetti istituzionali impegnati nella lotta contro i reati telematici, come per esempio il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche delle Fiamme Gialle e la Polizia postale; coinvolte anche aziende come IBM e Akamai che avrebbero fornito dati riguardanti la diffusione del Cyber crimine in Europa e Medio Oriente nonché sul proliferare degli attaccgi DDoS a livello mondiale.

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Attualmente circa il 66% degli "incidenti" che coinvolgono infrastrutture telematiche sarebbero riconducibili ad azioni malevole, da questo punto di vista sarebbe stato osservato un incremento costante dal 2011 ad oggi e l'andamento del fenomeno non sembrerebbe mostrare alcun indizio di una possibile flessione nel prossimo futuro.

Preoccupanti le percentuali riguardanti alcuni settori specifici, con un aumento del 179% per quanto riguarda gli attacchi contro i siti Web, un +50% di incursioni a danno di servizi per il cloud computing, un +89% di azioni sferrate contro infrastrutture ricollegate al sistema sanitario, un +125% di attacchi contro piattaforme per le telecomunicazioni e una crescita del 400% per quanto riguarda l'automotive.

Il panorama disegnato da Clusit potrebbe aggravarsi ulteriormente con il diffondersi di dispositivi IoT e indossabili perennemente connessi alla Rete, questo perché diventa sempre più probabile che molti di essi negli anni non riceveranno più aggiornamenti, non saranno più supportati dai produttori ma verranno comunque utilizzati quotidianamente.

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