Facebook (e non solo) contro lo spyware Pegasus

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Facebook (e non solo) contro lo spyware Pegasus

Diverse grandi aziende e organizzazioni statunitensi avrebbero deciso di appoggiare Facebook nella sua diatriba legale contro la società israeliana NSO Group responsabile dell'implementazione di Pegasus, uno spyware che sarebbe stato utilizzato per spiare le comunicazioni effettuate tramite WhatsApp di migliaia di persone in tutto il mondo.

Tra le realtà schieratesi apertamente con il gruppo capitanato da Mark Zuckerberg vi sarebbero Google, la Internet Association, Microsoft, VMWare e Cisco. NSO Group, che realizza anche altre soluzioni per il tecnocontrollo, ha infatti come clienti diversi governi e questo la rende almeno teoricamente in grado di operare nella più completa legalità.

Il motivo della discordia con Menlo Park risiederebbe proprio in questo punto, perché se è vero che la controparte opera unicamente per conto di autorità riconosciute a livello internazionale, è anche vero che non tutti i regimi offrono le medesime garanzie dal punto di vista delle libertà democratiche e della tutela della riservatezza.

A sottolineare questa problematica sarebbe stata anche una sentenza contraria alle ragioni di NSO Group emessa da una corte distrettuale della California, secondo quest'ultima infatti lo spionaggio a danno dei cittadini non può essere autorizzato in alcun modo davanti al pericolo che i loro dati finiscano nelle mani di istituzioni che non hanno il rispetto della privacy tra le loro priorità.

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Attualmente tale sentenza sarebbe oggetto di Appello, il giudice dovrà quindi pronunciarsi sulla legittimità di un software che, secondo alcune inchieste, sarebbe stato utilizzato anche per spiare le attività lavorative e personali di Jeff Bezos, fondatore di Amazon, e il blogger saudita Jamal Khashoggi, morto in circostanze misteriose in Turchia nel 2018.

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