Facebook promuove argomenti controversi?

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Facebook promuove argomenti controversi?

Frances Haugen, ex Product Manager del gruppo Facebook, è stata recentemente intervistata nel corso del programma 60 Minutes della CBS, trasmissione durante la quale la donna ha rivelato di aver fornito alcuni documenti interni della compagnia di Mark Zuckerberg al quotidiano Wall Street Journal. In essi sarebbero contenute informazioni scottanti riguardo al funzionamento dell'algoritmo utilizzato dal social network.

Secondo quanto riportato da Haugen, quest'ultimo sarebbe stato programmato appositamente per favorire le discussioni degli utenti intorno a tematiche controverse con l'obbiettivo di massimizzare i profitti. Pronta la difesa da parte dei portavoce di Menlo Park a parere dei quali il contenuto dei documenti sarebbe stato equivocato.

Assunta nel 2019 da Facebook, Haugen faceva parte del Civic Integrity Group il cui compito era quello di individuare eventuali rischi correlati alle elezioni presidenziali del novembre 2020. Una volta passate queste ultime il CIG è stato rimosso dall'organigramma ma la dipendente sarebbe comunque riuscita a raccogliere una ricca documentazione.

Mettendo in risalto i newsfeed più provocatori si otterrebbero più discussioni e presenze più prolungate sul sito

A generare polemiche sarebbero stati in particolare i riferimenti ad un aggiornamento dell'algoritmo risalente al 2018, a motivare tale intervento sarebbe stata la necessità di generare un maggior coinvolgimento presso l'utenza incentivando le reazioni che avrebbero potuto portare a dei confronti accesi e alla polarizzazione delle opinioni.

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Stando agli studi effettuati da Facebook stessa, tale risultato (e contestualmente un incremento delle entrate) si sarebbe potuto ottenere evidenziando nel news feed gli argomenti più divisivi che, a differenza con quanto accade nel caso dei contenuti di maggiore qualità, sembrerebbero determinare una permanenza più prolungata sulle pagine.

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