Formazione e reskilling: domina l'autoapprendimento

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Il report intitolato "Decoding Global Trends in Upskilling and Reskilling" di Boston Consulting Group e The Network rivela che il 70% dei nostri connazionali sarebbe pronto a rinnovare completamente le proprie skill lavorative tramite un percoso di formazione digitale se ciò permettesse loro di ottenere nuove occasioni di impiego.

Nello stesso modo il 62% degli Italiani intervistati, su un campione di 366 mila individui distribuiti in 197 Paesi, avrebbe sostenuto di impegnarsi nel proprio aggiornamento professionale dedicando ogni anno alcune settimane alle formazione. Infine, il 49% sarebbe convinto che Intelligenza Artificiale e Robotica modificheranno radicalmente il mondo del lavoro nei prossimi anni.

Per quanto riguarda le modalità preferite, a primeggiare sarebbe attualmente l'autoapprendimento a cui si farebbe ricorso in ben 63 casi su 100, particolarmente diffuse anche le tecniche basate sul cosiddetto learning on the job (con il 61%), mentre sembrerebbero essere molto meno frequentati i seminari in presenza (36%) e i Webinar (30%).

Ma veniamo ai dati a livello mondiale. Il Paese dove i lavoratori dedicano più tempo alla formazione e al reskilling sarebbe attualmente il Myanmar con una percentuale pari a ben 87 punti, al secondo poste si piazzerebbe (forse un po' a sorpresa) la Nigeria seguita da Cina, Camerun, Benin, Iran. Meno rilevanti del previsto i punteggi registrati in area UE.

Volendo fare un confronto tra realtà avanzate dal punto di vista industriale, basterebbe citare il fatto che in Cina oltre l'80% dei lavoratori dedicherebbe più di una settimana all'anno alla formazione, in Francia tale dato scenderebbe invece al 42% e in Germania al 38%, cioè ben al di sotto del dato italiano.

Claudio Garau

Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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