La Francia approva la Web Tax

Il Governo francese ha deciso di non attendere più le decisioni dell'Unione Europea in merito alla Web Tax e di approvare una legge che di fatto obbliga le Big Company High Tech a pagare le tasse sulla base del regime fiscale locale, indipendentemente dalla sede legale scelta. L'amministrazione guidata dal Presidente Macron segue così l'esempio dell'Italia, dove però non si dispone ancora di un testo definitivo.

L'iniziativa riguarda le aziende con fatturato superiore ai 750 milioni di euro di cui almeno 25 siano stati prodotti da attività online in terra francese. La quota da pagare alle casse dell'erario transalpino sarà pari al 3% sull'imponibile netto, trattandosi di una misura retroattiva si prevede che essa possa portare nell'immadiato ad una raccolta pari a 400 milioni di euro.

Le grandi compagnie coinvolte tra cui Google, Facebook, Amazon e Apple vedranno quindi assottigliarsi i propri guadagni, ma la reazione più critica sarebbe arrivata dalle istituzioni statunitensi, con l'Office of the United States Trade Representative pronta a dar vita ad un'indagine che permetta di verificare la legittimità della decisione parigina.

Il rischio è che Washington possa reagire aprendo un nuovo fronte nelle guerra commerciale che vede gli USA già schierati contro Cina, Canada e altri stati. In questo caso il conflitto potrebbe essere scatenato contro l'intera Unione, in via preventiva, per evitare che altri paesi membri possano prendere esempio da quanto accaduto in Francia.

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Tutto ciò potrebbe accadere mentre in seno alla UE si fatica ancora a trovare una posizione comune relativamente alla Web Tax. A determinare questo stato di cose è in particolare la posizione di nazioni come l'Olanda, il Lussemburgo e l'Irlanda che grazie a delle fiscalità vantaggiose ospitano le sedi di diverse multinazionali nel proprio territorio.

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