Un fronte unico per tutelare i domini .org

Un fronte unico per tutelare i domini .org

Come è ormai noto, il Public Interest Registry ha deciso di cedere il controllo sui nomi a dominio .org alla Ethos Capital. Dato che quest'ultima, a differenza del PIR, è una società a scopo di lucro, quasi da subito l'operazione è stata giudicata molto severamente, soprattutto in vista di un possibile rincaro delle registrazioni basate su tale suffisso.

Gli interessi di chi vorrebbe mantenere calmierati i prezzi per la estensioni .org sono ora rappresentati da un'unica organizzazione, la Cooperative Corporation of .ORG Registrants che vede tra in suoi componenti membri della EFF (Electronic Frontier Foundation) e Katherine Maher, amministatrice delegata della Wikimedia Foundation.

Ad oggi il primo proposito di questa associazione dovrebbe essere quello di persuadere l'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) a bloccare il passaggio della gestione dei nomi a dominio in oggetto alla Ethos Capital, quest'ultima infatti sarebbe stata giudicata del tutto inadatta a prendere carico di un progetto nato appositamente per le realtà no profit.

Tra le preoccupazioni del CCoOR non vi sarebbe soltanto quella di un (probabile) aumento dei prezzi a carico di registrazioni e rinnovi, ma anche la possibilità che Ethos Capital possa intervenire sui contenuti pubblicati censurando eventuali comportamenti contrari alle policy aziendali. Il .org è infatti da sempre un suffisso legato alla libertà di espressione.

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E' possibile che l'associazione si proponga come alternativa a Ethos Capital per assumere il controllo dell'estensione. Curiosamente sia in quest'ultima che nella CCoOR sono presenti ex CEO dell'ICANN, rispettivamente Fadi Chehadé, che è anche fondatore di Ethos Capital e Esther Dyson, fattore che aggiunge un elemento di complessità alla vicenda.

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