Garante privacy: l'informativa di WhatsApp è poco chiara

Garante privacy: l'informativa di WhatsApp è poco chiara

Secondo il parere del Garante italiano per la tutela della privacy, l'informativa inviata recentemente da WhatsApp agli utenti per comunicare la modifica delle proprie policy sul trattamento dei dati sarebbe stata poco chiara. Per questo motivo l'autorità sarebbe ora intenzionata ad intervenire anche in via d'urgenza per garantire maggiore trasparenza.

Come sottolineato nel comunicato ufficiale pubblicato in proposito sul sito Web del Garante, il messaggio distribuito da WhatsApp sarebbe stato difficilmente comprensibile in particolare per quanto riguarda gli aspetti legati alla condivisione dei dati sulle comunicazioni tra utilizzatori con altre società appartenenti al gruppo Facebook.

Nello stesso modo il documento contenente gli aggiornamenti sul trattamento dei dati personali dovrebbe essere valutato con estrema attenzione alla luce dell'attuale disciplina in materia di privacy, non solo in Italia ma anche dai componenti dell'EDPB (European Data Protection Board) il comitato che riunisce le autorità europee per la privacy.

In attesa di ulteriori verifiche, l'informativa di WhatsApp non apparirebbe idonea a permettere agli utenti dell'applicazione di manifestare una volontà libera e consapevole di adesione ai nuovi termini di servizio. La modalità scelta per la comunicazione non permetterebbe inoltre di evincere quali siano effettivamente le modifiche introdotte e quali conseguenze comporterebbero.

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Per il momento l'interpretazione dominante vede la condivisione di dati tra WhatsApp e Facebook inapplicabile nei Paesi dove è in vigore una normativa molto restrittiva come la GDPR (General Data Protection Regulation), questo però non significa che il Garante possa accettare l'invio di un'informativa i cui termini non siano comprensibili per gli utenti.

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