Google: ancora polemiche per la divisione AI

Google: ancora polemiche per la divisione AI

La divisione di Google che si occupa dello sviluppo di soluzioni per l'Intelligenza Artificiale sarebbe nuovamente al centro di polemiche dopo quelle suscitate in seguito all'allontanamento di Timnit Gebru, ricercatrice che aveva dovuto abbandonare il gruppo californiano dopo alcune comunicazioni con i colleghi in cui lamentava la presenza di pregiudizi razziali nei modelli di facial recognition.

Anche questa volta le accuse contro Mountain View sarebbero sorte in seguito al licenziamento di una donna, Margaret Mitchell. Quest'ultima avrebbe perso il suo posto di lavoro in seguito ad un'inchiesta interna durante la quale sarebbero stati rilevati dei trasferimenti di dati privati in grado di compromettere la sicurezza di alcuni progetti.

Contro le decisioni di Google si sarebbero levate alcune voci tra cui quella di un collaboratore della Mitchell, Alex Hanna, secondo cui quest'ultima e la Gebru sarebbero state vittime di una vera e propria campagna diffamatoria. Da parte loro i rappresentanti di Big G avrebbero però sottolineato l'emergere di attività in violazione delle policy aziendali per la sicurezza.

A dimostrazione della volontà di promuovere l'integrazione di genere e di tutelare le minoranze etniche, la compagnia ha recentemente salutato un nuovo ingresso tra i vertici proveniente proprio dalla sua divisione AI, quello di Marian Croak, ricercatrice con all'attivo ben 200 brevetti registrati che ora occupa la carica di vice presidente.

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Alla Croak è stato chiesto di dirigere il lavoro di una decina di team tra cui quello, composto da 12 scienziati, che dovrà valutare le implicazioni etiche delle tecnologie basate sull'AI e delle applicazioni per l'automatizzazione dei processi. Nel suo passato vi sono anche diverse ricerche pionieristiche dedicate alle comunicazioni via VoIP.

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