Google rinuncia ai robot e chiude Schaft

Mountain View ha deciso di chiudere Schaft, la sua divisione dedicata alla ricerca e allo sviluppo per la robotica. Lo scopo della controllata era in particolare quello di creare macchine bipedi in grado di aiutare gli esseri umani nelle situazioni più rischiose. L'impresa si sarebbe però rivelata meno proficua del previsto, da qui la dismissione.

Una notizia spiacevole per i numerosi dipendenti fino ad ora occupati in Schaft. La dirigenza di Big G ha assicurato che si impegnerà direttamente per facilitarne il ricollocamento, ma date le competenze molto specifiche di questi lavoratori è abbastanza difficile che possano trovare nuove occasioni di impiego all'interno dell'organigramma di Google.

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L'avventura dell'azienda californiana nel settore della robotica non è stata particolarmente fortunata, a tal proposito è possibile citare la vicenda della controllata Boston Dynamics (nota per creare automi dalla morfologia inquietante) che era stata ceduta alla giapponese SoftBank. Si sperava che Schaft potesse avere lo stesso destino, ma così non è stato.

Ad oggi i motivi che hanno portato SoftBank a rifiutare l'acquisizione non sono noti. Vi erano infatti diversi presupposti per il passaggio di proprietà, a cominciare dal fatto che Schaft era una realtà nata a Tokyo sotto la guida del Professor Yuto Nakanishi e divenuta sussidiaria di Google nel 2013, appena un anno dopo la sua creazione.

L'ingresso di Schaft nella famiglia di Mountain View è un'eredità della gestione di Andy Rubin. Creatore di Android, Rubin aveva guidato la divisione robotica di Big G fino al 2014, successivamente era stato allontanato dall'azienda in seguito ad accuse di molestie sessuali ricevendo una buonuscita da ben 90 milioni di dollari.

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