GroupM bandisce BitTorrent dall'advertising

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Anche se il suo nome non è noto quanto quello di altre importanti realtà della Rete, GroupM è una società con sedi in vari continenti che ha una grande influenza sull'advertising in Rete, la sua blacklist costituisce un vero e proprio punto di riferiemento per i publishers.

GroupM gestisce, infatti, numerosi canali pubblicitari e finire sulla sua "lista nera" equivale ad una specie di "scomunica" nonché ad una sostanziosa perdita dal punto di vista economico, questa volta in essa sarebbero finiti oltre 2 mila nomi a dominio, gran parte dei quali dedicati al file sharing tramite BitTorrent.

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Tra le "vittime" di questa iniziativa vi sarebbero alcuni nomi eccellenti come BitTorrent.com e Archive.org (che non si occupano direttamente della condivisione di file tramite P2P), e il notissimo servizio per l'hosting remoto RapidShare.

Il pericolo è che l'inserimento indiscriminato nella blacklist di siti che mettono a disposizione risorse tramite protocollo BitTorrent potrebbe generare involontariamente anche dei "falsi positivi", molte distribuzioni di Linux vengono, infatti, lecitamente condivise utilizzando questo formato.

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