Intel licenzia 12 mila lavoratori

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Intel licenzia 12 mila lavoratori

Il colosso dei semiconduttori Intel sarebbe intenzionato a lasciare a casa ben 12 mila della sue attuali unità lavorative, parliamo in sostanza dell'11% dei dipendenti in forza al gruppo californiano. Un'iniziativa che dovrebbe rappresentare la diretta conseguenza di una ristrutturazione aziendale finalizzata alla modifica del core business.

Per essere più chiari basterebbe fare riferimento all'andamento del mercato dei Pc nel corso degli utlimi anni, la tendenza ormai cronica alla contrazione delle vendite avrebbe convinto i responsabili della compagnia a rendere più marginale il comparto della componentistica per i terminali, in favore di una riconversione votata alle soluzioni per il Cloud e l'IoT.

Il decremento a danno del segmento Pc aveva già fatto le sue vittime in Intel, nel 2014 l'azienda licenziò ben 5 mila lavoratori proprio a causa dei cambiamenti che hanno portato il mondo dell'High Tech a diventare mobile-centrico; nel contempo l'IoT e il Cloud sarebberi divenuti sempre più importanti fino a generare circa il 40% dei ricavi del gruppo nel 2015.

Il risparmio derivante dai licenziamenti annunciati nelle scorse ore dovrebbe ammontare a circa 750 milioni di dollari; la prima parte di essi dovrebbe essere completata entro la metà del prossimo anno, ma Intel spera di poter raccogliere quanti più abbandoni volontari possibili. Tutto il personale coinvolto verrà avvertito entro i prossimi 2 mesi.

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Dato che è abbastanza difficile prevedere un'inversione di tendenza a breve a vantaggio del mercato dei Pc, è probabile che Intel sia soltanto una delle case produttrici che nel corso dei prossimi mesi decideranno di lasciare a casa porzioni cospicue della propria forza lavoro. E' quindi fondamentale che la domanda proveniente dall'IT riesca a riassorbire il maggior numero possibile di nuovi disoccupati.

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