Italia al primo posto per nell'E-health

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Italia al primo posto per nell'E-health

Stando ai dati resi noti da Philips tramite il report intitolato "Future Health Index 2019", l'Italia sarebbe attualmente al primo posto in Europa nell'utilizzo di tecnologie dedicate all'E-health, un termine che riassume in sé tutte le piattaforme, le applicazioni, i dispositivi e i servizi che permettono di digitalizzare la Sanità rendendola più efficente e più sostenibile.

Il documento è frutto di una serie di interviste che hanno coinvolto i professionisti della salute in 15 diversi Paesi. Per quanto riguarda il Vecchio Continente, con un tasso di penetrazione dell'E-health pari all'88% la Penisola farebbe meglio di realtà generalmente più avanzate dal punto di vista della digitalizzazione come l'Olanda (86%), la Francia (79%) e il Regno Unito (72%).

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A livello mondiale soltanto la Cina farebbe meglio di noi grazie ai 94 punti percentuali registrati, peggiori le performance di Paesi come gli Stati Uniti, l'Australia e Singapore. In generale, la diffusione della Digital Health Technology sembrerebbe non avere una relazione diretta (in senso positivo o negativo) con il tasso di digitalizzazione dell'area di riferimento.

Per quanto riguarda la privacy, aspetto molto delicato quando si tratta di dati sanitari, oltre il 91% degli Italiani che non accedono alla propria CCE (Cartella Clinica Elettronica) si sarebbe dichiarato favorevale alla condivisione delle proprie informazioni personali. Molto più riservati invece coloro che utilizzano da qualche tempo tale servizio.

A questo proposito andrebbe sottolineato che se da una parte i professionisti della Sanità nostrana si dimostrerebbero favorevoli ad un impiego quanto più pervasivo possibile della tecnologia, dall'altra proprio la CCE risulterebbe essere poco adottata in Italia. Ad oggi la utilizzerebbero soltanto il 57% degli intervistati contro una media del 76% a livello mondiale.

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