Italia in ritardo all'appuntamento con il 5G

Italia in ritardo all'appuntamento con il 5G

Secondo i dati contenuti nell'Annual Internet Report di Cisco, entro il 2023 il 10% delle connessioni mondiali su rete dati verranno effettuate tramite 5G, gli utenti che potranno accedere al nuovo standard godranno di una velocità ben 13 volte superiore a quella media attualmente garantita a livello mondiale. Ma quale sarà la situazione del mercato italiano?

Entro l'anno considerato lo stato in grado di vantare il maggior tasso di penetrazione delle connessioni 5G sarà il Regno Unito con il 19.5%, seguiranno la Svezia (18.9%), la Germania (18.4%) e la Spagna con 15.5 punti percentuali. La Penisola occuperà una posizione inferiore con il 14.8% di connessioni 5G, superando però la Francia con il 12.6%.

Stando alle stime esposte il Belpaese dovrebbe comunque registrare una media di poco superiore a quella dei Paesi dell'Europa Occidentale non citati in precedenza (13.1%), ma a preoccupare è soprattutto il fatto che da qui al 2023 la percentuale di connessioni rispetto alla popolazione totale sarà comunque bassa, non arrivando a superare il 73%.

Per chiarire la gravità di questo dato basterebbe citare la previsione che vede i nostri cugini transalpini ben più connessi (94%), il risultato italiano potrebbe poi rivelarsi ben peggiore di quello che saranno in grado di vantare Svezia e Gran Bretagna (con 93 punti percentuali), Germania (88%) e Spagna (78%). Il tutto peserà plausibilmente sul processo di Digital Transformation del Paese.

Consideranto una media europea prevista pari all'88% di connessioni entro il prossimo triennio, l'Italia ha già oggi un forte ritardo da recuperare. Ad oggi si starebbe però creando un panorama fortemente diviso tra una popolazione giovanile di fatto always connected e una controparte più avanti con gli anni che sembrerebbe voler rifiutare il ricorso alla tecnologia.

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