Italia in ritardo per la Banda Ultralarga

Italia in ritardo per la Banda Ultralarga

L'ennesimo ritardo italiano in termini di digitalizzazione sarebbe stato sottolineato di recente da un rapporto presentato dall'AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) nel corso della consueta relazione annuale al Parlamento; nel caso specifico la Penisola mostrerebbe ad oggi rilevanti segnali di arretratezza per quanto riguarda la diffusione della Banda Ultralarga.

Un dato che andrebbe preso in seria considerazione e nello stesso tempo una criticità che meriterebbe un intervento istituzionale immediato al di là dei proclami sull'innovazione tanto cari alla nostra classe politica; Marcello Cardani, presidente dell'Authority, non avrebbe esitato nel definire "preoccupante" la situazione attuale.

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Sempre secondo l'AGCOM, nello Stivale esisterebbe una condizione di ritardo anche per quanto riguarda la penetrazione della Banda Larga, ma quest'ultimo sarebbe comunque nei limiti dell'accettabile; diverso il discorso relativo alle connessione in Banda Ultralarga per le quali si osserverebbe un vistoso Digital Divide tra Italia e resto dell'Europa.

Un dato per tutti: la connettività con velocità superiore ai 30 Mbps nella Penisola presenterebbe un livello di copertura sul territorio nazionale pari ad appena il 36% contro una media del Vecchio Continente pari al 68%, questo senza considerare che in alcune regioni del nostro Paese essa sarebbe completamente assente.

Attualmente quindi soltanto il 4% delle famiglie nostrane avrebbe adottato una soluzione basata sulla Banda Ultralarga per le proprie connessioni alla Rete; se però si dovesse parlare di velocità di navigazione pari almeno ai 100 Mbps la percentuale italiana arriverebbe addirittua ad esse inferiore all'1% contro il 9% della media europea.

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