Italia Viva lancia una petizione contro l'anonimato in Rete

Italia Viva lancia una petizione contro l'anonimato in Rete

Italia Viva, il movimento creato dall'ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi dopo il suo allontanamento volontario dal Partito Democratico, è stato ultimamente al centro di aspre polemiche per via di una proposta dedicata alla lotta contro l'anonimato su Internet. L'iniziativa (e le critiche) avrebbe preso vita in seguito ad un tweet del deputato Luigi Marattin.

In tale condivisione quest'ultimo avrebbe espresso alcune preoccupazioni riguardo alla possibilità che il Web possa finire per deteriorare i processi democratici. Per rafforzare tali argomenti il parlamentare avrebbe poi citato alcuni casi, come il referendum sulla Brexit del 2016, in cui a suo parere la manipolazione dell'opinione pubblica tramite Internet avrebbe avuto un ruolo fondamentale per l'esito elettorale.

Come risolvere questo problema nel nostro Paese? Sempre secondo Marattin la partecipazione ai social network dovrebbe essere vincolata a regole simili a quelle già in uso presso le redazioni giornalistiche della carta stampata, dove chi scrive è immediatamente identificabile e può essere chiamato a rispondere in qualsiasi momento delle sue responsabilità.

Il dito viene quindi puntato contro i profili fasulli, fenomeno per combattere il quale è stata lanciata una petizione finalizzata a chiedere che "anche i social network, per legge ed avvalendosi di autorità terze, possano esser messi nelle condizioni di garantire che ad un account corrisponda un nome ed un cognome di una persona reale, eventualmente rintracciabile in caso di violazioni di legge".

Nel testo a commento della petizione vengono citati esplicitamente canali di comunicazione come per esempio le pagine Facebook, gli account Twitter ed Instagram, servizi online che stando alle parole dei promotori non solo non hanno un direttore responsabile a cui chiedere conto, ma spesso neanche un titolare chiaramente indicato.

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