L'ex di WikiLeaks vuota il sacco

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Bradley Manning, ex militare statunitense salito agli onori delle cronache per essere stato identificato come la "talpa" di WikiLeaks all'interno del sistema di difesa degli Stati Uniti, si è presentato di recente di fronte ad un giudice per formulare alcune rivelazioni.

Per la prima volta Bradley avrebbe ammesso il suo coinvolgimento nella fuga di informazioni riservate che hanno permesso al sito di controinformazione di Julian Assange di distribuire in Rete alcuni documenti classificati che sarebbero dovuti rimanere segreti.

Sul capo dell'ex soldato americano pendono ben 22 capi di accusa e, se egli fosse ritenuto colpevole di alto tradimento, protrebbe rischiare addirittura la pena capitale; la sua ammissione di colpevolezza dovrebbe comunque assicurargli una condanna meno pesante.

Va detto però che Manning avrebbe comunque rifiutato di dichiararsi colpevole per i capi d'accusa più gravi, quelli per i quali avrebbe reso pubbliche volontariamente delle informazioni utili a nazioni nemiche; un punto sul quale l'imputato continuerebbe ad affermare la sua buona fede.

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