Una legge contro l'anonimato in Rete?

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Dopo la nascita sul Web (sospettosamente immediata) di gruppi pro e contro Massimo Tartaglia in seguito alla sua aggressione contro Silvio Berlusconi, altrettanto puntualmente si stanno rifacendo strada in Palamento le ipotesi di leggi contro l'anonimato in Rete.

L'onorevole Gabriella Carlucci ha ripresentato a tempo di record una bozza anti anonimato on line risalente agli inizi dell'anno corrente, secondo la Carlucci infatti "Internet e i social network stanno diventando, ogni giorno di più, canali e strumenti di diffusione di odio e veleno".

Sempre secondo l'onorevole, la sua proposta di legge non si configura come un provvedimento mirato contro la Rete o contro la libertà di espressione, ma diretto contro quei criminali che abusano del Web per infrangere la legge approfittando della possibilità di non poter essere riconosciuti.

Come previsto, l'atto violento di un singolo è bastato ad innescare una spirale con conseguenze che potrebbero essere anche molto gravi ai danni della libertà in Rete; in Parlamento le proposte di legge contro l'anonimato viaggiano infatti più in fretta delle proteste contro la soppressione dei fondi per la diffusione della banda larga.

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