Il papà del Web se la prende con Apple e Facebook

Sir Tim Berners-Lee, che, come pochi(ssimi) sanno, è in pratica il padre della Rete, ha recentemente scritto un articolo intitolato "Lunga vita al Web" in cui non ha risparmiato alcune considerazioni severe nei confronti dei nuovi protagonisti di Internet: Facebook e le piattaforme di Cupertino.

Secondo Berners-Lee, lo sviluppo di Internet sarebbe dovuto in particolare da un lavoro di decenni in cui milioni di individui hanno agito liberamente e individualmente, oggi, la presenza di realtà monolitiche e super-trafficate porterebbe alla violazione dei principi che hanno permesso l'evoluzione della Rete.

La diffusione dei social network avrebbe portato alla creazione di centinaia di milioni di walled-garden (giardini recintati), realtà isolate all'interno di piattaforme chiuse da sistemi di iscrizione che impediscono la libera circolazione delle informazioni.

Berners-Lee ha poi criticato alcune scelte operate dalla Apple, un'azienda che a suo dire avrebbe una "visione proprietaria della Rete" con la creazione di "mercati obbligatori" (iTunes per esempio) che minerebbero le basi del Web inizialmente pensato come un ambiente aperto.

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