Quanto "costano" le stampanti in azienda?

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Quanto "costano" le stampanti in azienda?

Una rilevazione svolta dai ricercatori di IDC per conto di Lexmark avrebbe rivelato che per il 57% delle aziende a livello mondiale disporre di stampanti datate rappresenterebbe un disincentivo alla crescita. In particolare esse costituirebbero un ostacolo per le realtà che desiderano migrare le proprie infrastrutture informatiche verso il Cloud.

Considerando che quasi l'80% del campione rilevato avrebbe affermato di effettuare investimenti per il passaggio da una configurazione on-premises al Cloud o il suo consolidamento, la presenza di dispositivi poco aggiornati per la stampa potrebbe determinare rallentamenti in un mercato che solo nel 2020 avrebbe un valore pari a circa 1.300 miliardi di dollari.

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Le aziende che potrebbero incontrare maggiore difficoltà nella fase di transizione al Cloud sono quelle più strutturate e dotate di infrastrutture tecniche più complesse, non a caso il 67% delle compagnie statunitensi, tedesche e britanniche avrebbe evidenziato problematiche a livello di integrazione contro il molto più contenuto 20% di quelle brasiliane.

Sono poche le realtà che sono riuscite ad eliminare le stampanti e le loro criticità

Ad oggi le aziende che sono riuscite ad adottare un approccio puramente digital-first nella gestione dei documenti sarebbero ancora poche, questo perché più della metà dei processi di business richiederebbe ancora il ricorso alla documentazione cartacea. Ciò concorrerebbe in modo anche rilevante sul superamento dei budget e al rallentamente del workflow.

Tra le criticità correlate al parco stampanti disponibile, le più citate sarebbero quelle riguardanti sicurezza, server e inventario (tutti citati dall'81% degli intervistati), difficoltà nel valutare l'entità della spesa effettuata (80%), aggiornamento e sostituzione dell'hardware (79%). Per il 70% del campione il modello più competitivo oggi disponibile sarebbe quello del PaaS (Print as-a-Service).

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