Se la musica muore la colpa è della pirateria

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Se la musica muore la colpa è della pirateria

Secondo un recente rapporto stilato dall'Accademia della Guardia di Finanza e intitolato "Pirateria e contraffazione: strategie di contrasto e potenzialità degli organi di law enforcement", tra il 1999 e il 2009 l'industria musicale italiana avrebbe perso circa il 73% del suo fatturato.

La pirateria musicale sarebbe uno dei maggiori responsabili di questo fenomeno che, se dovesse mantenere stabile l'attuale tendenza, potrebbe portare ad una perdita di circa 1,2 miloni di posti di lavoro entro il 2015 e alla scomparsa di un intero comparto economico.

Ad oggi circa il 95% dei brani musicali digitali verrebbero scaricati illegalmente, questo nonostante la crescita del mercato del download legale; in Italia un software su due sarebbe piratato, una situazione peggiore rispetto a quella del resto del Vecchio Continente dove un programma su tre sarebbe contraffatto.

Nel complesso la pirateria avrebbe causato una perdita pari a circa 200 milioni di Euro in IVA non versata allo Stato; ad oggi la distribuzione illegale di contenuti digitali non avviene più soltanto tramite i classici canali di condivisione P2P, ma anche attraverso lo streaming e i servizi per lo storage on line.

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