Lo smart working piace a oltre la metà dei dipendenti

I ricercatori di Easyhunters hanno condotto uno studio dedicato alle prospettive di un mondo del lavoro dove milioni di dipendenti hanno dovuto lasciare improvvisamente i propri uffici e operare per mesi in smart working. I risultati del sondaggio evidenzierebbero come buona parte di essi vorrebbe rimanere in tale modalità anche nel prossimo futuro.

La rilevazione ha coinvolto ben 13 mila lavoratori e il 56% di questi ultimi si sarebbe dichiarato favorevele a proseguire la proprie esperienza di lavoro agile da remoto. E' comunque bene sottolineare che anche chi ha espresso tale opinione si sarebbe dimostrato favorevole al ritorno al passato nel caso in cui si verificassero determinate condizioni.

Nello specifico, poco più del 32% preferirebbe rimanere a casa in attesa di un decreto istituzionale che confermi il superamento dell'emergenza, il 31.5% vorrebbe sì tornare in ufficio ma non prima di settembre, mentre quasi il 30% indicherebbe tra giugno e luglio il periodo più indicato per passare dallo smart working alle sedi aziendali.

A determinare una preferenza per lo smart working sarebbero in parte anche i timori legati al COVID-19: quasi il 65% del campione avrebbe fatto riferimento alla possibilità di essere contagiato dai colleghi e il 40% ai pericoli legati all'uso dei mezzi pubblici. Da qui anche il dato secondo cui praticamente nessuno si sarebbe dichiarato disponibile a utilizzare soluzioni per il car sharing nel percorso casa-lavoro.

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Nella maggior parte dei casi (l'83%) quella dello smart working verrebbe considerata una modalità ideale quando applicata almeno qualche giorno la settimana in alternanza con il lavoro in uffico, nello stesso modo l'80% degli intervistati si sarebbe detto sicuro che operare da casa non determinerebbe alcun effetto negativo per la produttività.

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