Smartphone e tasse: la Cassazione decide sulla tassa di concessione governativa

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Alcuni Comuni del Veneto e dell'Emilia Romagna hanno deciso di contestare la legittimità della tassa di concessione governativa applicata dallo Stato sugli abbonamenti per la telefonia mobile; ora su questo spinoso argomento dovranno pronunciarsi i giudici della Corte di Cassazione.

Nello specifico stiamo parlando di un balzello che dovrebbe generare annualmente circa 800 milioni di euro in entrate per le casse del Fisco, questa tassa è stata però osteggiata più volte dalle associazioni per la tutela dei consumatori arrivate fino a richiedere il rimborso delle cifre pagate sino ad ora.

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Dello stesso parere gli operatori del comparto telefonico per i queli le spese di concessione a carico degli utenti rappresenterebbero un disincentivo all'attivazione degli abbonamenti; ma l'Agenzia delle Entrate si sarebbe dimostrata più volte insensibile ai richiami di provider e consumatori.

A favore dei ricorrenti vi sarebbe il fatto che la tassa sarebbe stata estesa all'uso dei cellulari in seguito ad una semplice interpretazione delle norme riguardanti i dispositivi radioelettrici; attualmente il contributo è pari a 5.16 euro al mese per le persone fisiche e 12.91 euro per le imprese.

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