La spinta europea al commercio elettronico

La spinta europea al commercio elettronico

Il commercio elettronico del Vecchio Continente rischia di diventare presto una realtà di secondo piano, sembrerebbe infatti che entro il 2015 il giro d'affari prodotto dalla sola (si fa per dire) Cina sarà uguale o superiore a quello dell'Unione Europea.

Per evitare questo pericolo, le autorità europee hanno deciso si stimolare quanto più possibile l'e-commerce in modo da abbandonare la quota attuale sul mercato pari a 3,4% verso un molto più ragguardevole 15%; un marketshare che, tradotto in valori assoluti, corrisponde a 200 miliardi di Euro.

Uno degli ostacoli alla diffusione del commercio elettronico è sicuramente quello relativo ai costi di spedizione, per questo motivo l'Unione Europea ha deciso di creare un'unica Single European Payment Area all'interno della quale tutti i cittadini del Vecchio Continente abbiano uguale accesso.

Tale Area avrebbe anche l'obbiettivo di aumentare la sicurezza delle transazioni monetarie, unificare le regole relative al diritto di recesso (14 giorni per tutti) e limitare quanto più possibile i tempi necessari per la consegna delle merce (non più di 30 giorni per ogni acquisto).

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