Tim Cook: anche gli USA hanno bisogno della GDPR

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Tim Cook: anche gli USA hanno bisogno della GDPR

Tim Cook, CEO della Casa di Cupertino, ha voluto sottolineare nuovamente la posizione della sua azienda nei confronti della privacy e della sua tutela. A parere del dirigente le aziende non dovrebbero mai assumere la titolarità delle informazioni rese disponibili dagli utenti, a tale scopo gli Stati Uniti dovranno dotarsi di una normativa molto più severa in merito.

Secondo Cook le grandi compagnie che acquisiscono e trattano grandi quantità di dati attraverso software e dispositivi avrebbero già avuto tutto il tempo necessario per autoregolarsi, se ancora non lo hanno fatto l'unica spiegazione possibile è che non siano interessate a rinunciare ad un mercato estremamente remunerativo ma per molti versi poco trasparente.

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Un Mondo senza precise garanzie di riservatezza potrebbe diventare anche una realtà in cui la libertà di espressione diventa un diritto inapplicabile, motivo per il quale Cook avrebbe auspicato maggiori controlli da parte delle autorità contro gli abusi delle grandi aziende che detengono dati. Non a caso tale invito viene ribadito mentre negli USA sono già in corso i primi confronti per la campagna Presidenziale del 2020.

Sempre a parere del massimo dirigente di Apple, attualmente il monitoraggio delle aziende da parte delle istituzioni avverebbe in particolare per verificare il rispetto delle regole di libera concorrenza, vi sarebbe invece molta meno attenzione per quanto riguarda la privacy di cui i media parlerebbero soltanto in occasione di sanzioni milionarie.

Tim Cook è da tempo promotore di misure legislative più vincolanti in favore della riservatezza online, non a caso alcuni mesi fa si era dimostrato un sostenitore della GDPR (General Data Protection Regulation), la più recente direttiva europea sul trattamento dei dati personali che non trova alcuna normativa corrispondente (almeno dal punto di vista della severità) negli Stati Uniti.

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