Tim Cook: niente sconti sulla privacy

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Tim Cook: niente sconti sulla privacy

Tim Cook, amministratore delegato della Casa di Cupertino, è recentemente intervenuto riguardo all'annoso problema del rispetto della privacy in Rete durante una sua comparsata nel corso della trasmissione televisiva statunitense "60 minutes". Nello specifico egli avrebbe parlato della necessità di mantenere inviolabili i sistemi per la cifratura dei dati.

Il riferimento alla sicurezza dei sistemi per la crittografia potrebbe sembrere banale, ma andrebbe inquadrato in un contesto che vede le autorità giudiziarie americane richiedere degli strumenti per poter accedere alle informazioni cifrate nel caso in cui queste possano risultare utili per le indagini delle forze dell'ordine e dell'intelligence.

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I CEO della Apple sarebbe però contrario all'accoglimento di un'istanza di questo tipo, una presa di posizione motivata dalla semplice constatazione che l'aprire una "porta" per l'accesso da parte delle autorità e delle agenzie governative significherebbe, nel contempo, fornire una possibilità di attacco da parte di utenti malintenzionati.

Questo discorso riguarderebbe in particolare gli algoritmi per la cittografia utilizzati nelle ultime due versioni del sistema operativo mobile iOS, tale soluzione sarebbe risultata di fatto inviolabile, impedendo alla polizia e alle altre istituzioni interessate di accedere a conversazioni, messaggi e altre risorse condivise dagli utilizzatori.

Come sottolineato più volte dai tecnici della stessa Mela Morsicata, neanche questi ultimi sarebbero in grado di convertire le informazioni cifrate su iOS per risalire alle comunicazioni originali; motivo per il quale l'unica soluzione per venire incontro alle richieste provenienti dalle autorità potrebbe essere quello di rendere gli algoritmi meno efficaci.

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