Tripadvisor licenzia 1 lavoratore su 4

I settori dei viaggi, dell'accoglienza e della ristorazione sono stati tra i più colpiti dalle misure di contenimento e distanziamento sociale dovute alla pandemia di Coronavirus (SARS-CoV-2). Nel periodo di lockdown le piattaforme che operano in questi comparti hanno visto il proprio giro d'affari ridursi notevolmente e in molti casi il ricorso al licenziamento è stata l'unica alternativa possibile al pericolo di bancarotta.

Tra le realtà che hanno deciso di rinunciare a gran parte dei loro collaboratori vi sarebbe anche un colosso come TripAdvisor il cui board avrebbe recentemente programmato di licenziare non meno del 25% dei propri dipendenti. Nel complesso il tentativo di contenimento dei costi dovrebbe portare all'allontanamento di circa 900 lavoratori.

L'iniziativa sarebbe stata già confermata dal CEO Steve Kaufen che è anche uno dei fondatori del gruppo, stando alle sue dichiarazioni quella adottata sarebbe l'unica reazione possibile ad un mercato turistico fortemente ridimensionato e per il destino del quale non verrebbero formulate previsioni particolarmente ottimistiche, almeno nel breve periodo.

Dei 900 licenziati citati in precedenza 600 sarebbero stati scelti tra gli occupati presso gli uffici del Nord America (Stati Uniti e Canada), la parte residua in altre filiali oltreconfine. In progetto anche il ricorso alla cassa integrazione per alcuni collaboratori in organico e per quelli che operano all'interno della sussidiaria Viator che si occupa del segmento tour e attività.

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The Fork, altra parent company di Tripadvisor, avrebbe già destinato parte dei suoi dipendenti alla cassa integrazione e, nel contempo, sarebbe stata stabilita una settimana lavorativa di 4 giorni con decurtazione pari al 20% delle retribuzioni nel trimestre giugno/agosto 2020. Chiuse definitivamente le sedi USA di San Francisco e Boston.

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