USA: le aziende contestano il ban su Huawei

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Alcune delle principali aziende High Tech degli Stati Uniti si sarebbero schierate contro la recente richiesta del Dipartimento di Stato intenzionato a far firmare loro un documento in cui sarebbe presente l'impegno a non acquistare componenti hardware e software prodotti da compagnie cinesi. La richiesta sarebbe indirizzata in particolare a produttori di semiconduttori e provider telefonici.

Si tratterebbe quindi dell'ennesimo tentativo di contestare apertamente la decisione dell'amministrazione Trump che ha deciso di inserire realtà come Huawei in una blacklist di aziende che non possono agire da fornitori verso società USA. Tale ban sarebbe stato giustificato facendo riferimento ad esigenze legate alla sicurezza nazionale e alla tutela dei dati di utenti e organizzazioni.

L'obbiettivo del Dipartimento e del sottosegretario per lo sviluppo economico, Keith Krach, è quello di definire un Global Digital Trust Standard riguardo a tecnologie come per esempio le soluzioni per l'Intelligenza Artificiale, i protocolli di connessione (con particolare attenzione per il 5G), la gestione dei dispositivi IoT (Internet o Things) e la stampa 3D.

Tali specifiche si basano sul principio secondo cui fare affidamento su produzioni locali offrirebbe maggiori garanzie di sicurezza, ma da parte loro le aziende americane avrebbero più volte sostenuto che un approccio del genere potrebbe portare a maggiori spese, all'impossibilità di accedere a tecnologie già implementate e a oneri più elevati per i consumatori.

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Per le aziende vi sarebbe poi un altro rischio derivante dall'adesione al GDTS, molte di esse operano infatti a livello globale e la firma del documento potrebbe essere interpretata come il tentativo di alterare il funzionamento del libero mercato. Ciò le esporrebbe a cause legali anche molto onerose e a sanzioni da parte delle autorità Antitrust straniere.

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