Il valore della privacy "in soldi"

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Il valore della privacy "in soldi"

Un gruppo di ricercatori guidati da Jacopo Staiano dell'Università degli studi di Trento ha cercato di rispondere ad una domanda la cui risposta potrebbe interessare numerosi internauti: quale potrebbe essere il valore monetario dei dati personali registrati tramite i dispositivi mobili?

I risultati di questa rilevazione, effettuata creando una sorta di market place virtuale della privacy all'incanto, verranno illustrati il prossimo settembre nel corso della UbiComp 2014, un evento internazionale dedicato all'ubiquitous computing.

Nello specifico, un campione composto da 60 individui di età compresa tra i 28 e i 44 anni sarebbero stati monitorati durante la loro attività al cellulare; a questi ultimi sarebbe stato poi chiesto di partecipare ad un'asta per la vendita dei propri dati personali.

Il valore attribuito a tali dati sarebbe calato con l'aumentare della frequenza delle aste; inizialmente più esigenti nel caso di scadenze settimanali, gli stessi utenti si sarebbero dimostrati più inclini ad accettare offerte meno vantaggiose di fronte alla possibilità di guadagnare quotidianamente.

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