Più del virus potè il terremoto

Più del virus potè il terremoto

Qual'è il peggior pericolo per la sicurezza dei sistemi informatici? Alcuni risponderanno con sicurezza "I Virus!", altri attribuiranno le maggiori responsabilità ai crackers; in realtà sembrerebbe che la vera minaccia provenga dalla natura.

Ad affermarlo è Sandro Bologna, esperto dell'Unità Calcolo e Modellistica dell'Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) che ha sostenuto le sue posizioni durante un convegno romano dell'Aiic (Associazione italiana esperti infrastrutture critiche).

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Secondo lo scenario descritto da Bologna, i terremoti e le alluvioni sarebbero in assoluto i maggiori pericoli che gravano sulle infrastrutture telematiche; in molti casi a queste minacce si aggiunge anche un'altra insidia, peggiore di qualsiasi attacco informatico, che si chiama errore umano.

Bologna ha proposto una soluzione affascinante contro le "catastrofi tecnologiche", quella del self healing, cioè la concezione di sistemi in grado di proteggersi autonomamente e ripararsi nel caso in cui si verifichino situazioni d'emergenza.

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