Washington spiava gli Americani sul Web

Nei giorni scorsi il quotidiano statunitense Guardian ha fatto scoppiare un vero e proprio scandalo rivelando una campagna di intercettazioni telefoniche a danno della privacy dei cittadini americani abbonati a Verizon da parte dell'NSA (National Security Agency) e dell'FBI.

Ora l'inchiesta sarebbe proseguita grazie ai giornalisti del Washington Post che avrebbero allargato il campo al Web facendo trapelare una nuova rivelazione: Washington avrebbe avuto accesso ai server di tutti i grandi colossi del Web: Redmond, Yahoo!, Mountain View, Facebook, PalTalk, Aol, Skype, YouTube e la Casa di Cupertino.

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Ciò sarebbe avvenuto senza che gli utenti fossero informati a riguardo, se quanto emerso dovesse essere confermato, allora ci potremmo trovare davanti ad un episodio di tecno-controllo talmente grave che la stessa amministrazione Obama potrebbe non reggere allo scandalo.

Prism, questo il nome del progetto lanciato in segreto nel 2007 dal governo americano, sarebbe nato come estensione di una strategia anti-terrorismo concepita quando era ancora in carica George W. Bush; il suo successore starebbe ora correndo il serio rischio di perdere credibilità di fronte al popolo USA.

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