Alibaba multata per abuso di posizione dominante

Alibaba multata per abuso di posizione dominante

La SAMR (State Administration for Market Regulation), cioè l'autorità cinese per la regolamentazione del mercato, avrebbe deciso di sanzionare il colosso del commercio elettronico Alibaba per una cifra pari a 2.8 miliardi di dollari. L'accusa rivolta contro il gruppo fondato da Jack Ma sarebbe di abuso di posizione dominante, un po' come spesso accade alle Big Company occidentali.

A rendere la notizia ancora più interessante (e sgradita all'azienda di Hangzhou) vi sarebbe anche il fatto che in passato la SAMR non aveva mai stabilito una multa così elevata, nel 2015 il chipmaker Qualcomm era stato sanzionato per 975 milioni di dollari sfiorando il miliardo ma in questo parliamo di un importo circa 3 volte superiore.

Senza voler essere sarcastici è comunque possibile affermare che per Alibaba la punizione sarebbe potuta essere molto più severa, le normative cinesi stabiliscono infatti che si possano imporre sanzioni fino al 10% delle vendite realizzate in un anno mentre i 2.8 miliardi di dollari citati rappresentano "appena" il 4% di quanto maturato dalla piattaforma.

Le ragioni della multa, che riguarderebbe un periodo di operatività abbastanza lungo a partire dal 2015, andrebbero ricercate nella politica adottata da Alibaba che avrebbe costretto le aziende partner a scegliere dove vendere i propri prodotti. Chi lavorava attraverso di essa non avrebbe avuto la possibilità di farlo anche tramite altri servizi.

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Utilizzando questa strategia il gruppo asiatico avrebbe alterato il regime di libera concorrenza e creato un danno per i consumatori la cui libertà di scelta sarebbe stata limitata. I portavoce del gruppo avrebbero comunque dichiarato di voler rispettare la sentenza dell'Authority e di terminare qualsiasi pratica possa essere ritenuta sanzionabile.

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