Attacchi Ransomware: un'azienda su 5 disposta a pagare il riscatto

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Attacchi Ransomware: un'azienda su 5 disposta a pagare il riscatto

Una nuova ricerca di Thales, azienda specializzata in soluzioni tecnologiche d'avanguardia operativa in 68 paesi nel mondo, ha presentato i risultati della sua ultima ricerca – Data Threat Report 2022 - evidenziando l'impatto di pericoli informatici quali malware, ransomware e phishing in ambito aziendale.

Secondo i dati rilevati, un'azienda su cinque (21%) ha subito un attacco ransomware nell'ultimo anno, con conseguenze "significative" in ben il 43% dei casi.

Il 22% delle aziende colpite da ransomware ammette di pagare il riscatto

Secondo i dati del Report, condotto intervistando più di 2.700 decisori IT in tutto il mondo, risulta che un quinto (22%) delle organizzazioni ha ammesso di aver pagato o di voler pagare un riscatto per i propri dati.

Il 22% delle aziende disposto a pagare il riscatto

Nonostante il maggior impatto dei ransomware, meno della metà degli intervistati (48%) ha dichiarato di aver implementato un piano formale per i ransomware. Diversa la risposta dei vari settori: il 57% dei rispondenti dall’ambito sanitario ha ammesso di avere un piano formale per il ransomware, mentre il settore energetico è il meno preparato (44%), nonostante entrambi abbiano sperimentato violazioni significative negli ultimi dodici mesi.

Non solo ransomware: crescono anche malware e phishing

A livello globale, i leader IT hanno indicato malware (56%), ransomware (53%) e phishing (40%) come le principali cause di attacchi alla sicurezza. La gestione di questi rischi è una sfida continua, come riconosce la metà (45%) degli intervistati che segnalano un aumento del volume, della gravità e/o della portata dei cyberattacchi negli ultimi 12 mesi.

I rischi informatici secondo la ricerca Thales

Il lavoro da remoto aumenta le preoccupazioni di violazioni informatiche

Un altro anno di lavoro a distanza ha dimostrato che la gestione dei rischi di sicurezza si sta rivelando una sfida significativa per le aziende. In maniera allarmante, la maggior parte delle aziende (79%) è ancora preoccupata per i rischi di sicurezza e le minacce che il lavoro remoto comporta. Solo la metà dei leader IT (55%) ha riferito di aver implementato l'autenticazione a più fattori, una percentuale invariata rispetto all'anno precedente.

Sebastien Cano, Senior Vice President of Cloud Protection and Licensing activities in Thales, ha affermato:

Mentre la pandemia continua a colpire sia i nostri business sia le nostre vite personali, qualsiasi aspettativa di un "ritorno" alle condizioni pre-pandemia è svanita. I team di tutto il mondo hanno continuato ad affrontare le sfide per proteggere i loro dati, i nostri risultati indicano che è necessaria un'azione urgente da parte delle aziende per sviluppare strategie di cybersecurity più robuste. La superficie di attacco, così come le sfide di gestione delle risorse, sono solo destinate ad aumentare nel prossimo anno, ed è fondamentale che le aziende implementino una strategia di sicurezza solida basata su Discovery, Protection e Control.

Nel frattempo ogni giorno si moltiplicano le segnalazioni di attacchi informatici sempre più ecclatanti, a dimostrazione di come il settore della sicurezza informatica sia sempre più strategico e centrale nella vita di tutti i giorni.

Massimiliano Bossi

Stregato dalla rete sin dai tempi delle BBS e dei modem a 2.400 baud, ho avuto la fortuna di poter trasformare la mia passione in un lavoro (nonostante una Laurea in Giurisprudenza). Convintamente "nerd", sono il fondatore di MRW.it e mi occupo quotidianamente di tecnologia e nuovi media digitali da più di vent'anni.

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