Draghi: investimenti contro la carenza di chip

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Draghi: investimenti contro la carenza di chip

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi è recentemente intervenuto sulla questione relativa alla crisi dei semiconduttori anticipando quelle che potrebbero essere le strategie italiane e internazionali per far fronte a questa problematica. L'intenzione sembrerebbe essere quella di dar vita ad un'imponente campagna di investimenti.

L'attuale carenza di chip a livello mondiale è dovuta in particolare ad una domanda da parte del mercato che eccede notevolmente l'offerta che l'industria del settore in grado di erogare, non è un caso che il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden abbia recentemente dichiarato di voler sostenere i produttori con finanziamenti per ben 52 miliardi di dollari.

Sono necessari ingenti investimenti nel settore dei semiconduttori perchè la richiesta è destinata ad aumentare ancora

Le affermazioni di Draghi a questo proposito rappresenterebbero una risposta alle istanze provenienti dall'automotive, e nello specifico da Stellantis, che ad oggi sembrerebbe essere uno dei comparti più colpiti dallo chip shortage. Il Governo avrebbe già messo a disposizione fondi per 700 milioni di euro con cui fronteggiare tale criticità e ci si attende un'ulteriore dotazione derivante dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

La domanda di semiconduttori aumenterà ulteriormente nel prossimo futuro sia per via della maggiore diffusione della mobilità elettrica che a causa della digitalizzazione ma senza i componenti necessari non sarà possibile soddisfarla, a questo punto in Europa si starebbe diffondendo la convinzione che l'unica soluzione possibile sia da ricercarsi nella produzione in loco.

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Le previsioni più nefaste degli analisti parlano di una perdita pari a non meno di 210 miliardi di ricavi durante il solo 2020 e per la sola industria dell'automotive, con una decurtazione di circa 7.7 milioni di unità nella produzione di automobili. A peggiorare la situazione vi sarebbe l'acuirsi della crisi pandemica in realtà come la Malesia dove si produce una grande quantità di chip.

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