Francia: no alle assicurazione per i ransomware

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Francia: no alle assicurazione per i ransomware

La compagnia di assicurazione AXA avrebbe deciso di non comprendere più gli attacchi dovuti a ransomware tra i casi di risarcimento in terra francese, questo anche in considerazione del fatto che le istituzioni locali potrebbero intraprendere iniziative particolarmente severe nel tentativo di arginare il fenomeno e renderlo meno remunerativo.

La società dovrebbe aver agito proprio su invito delle autorità transalpine, i ransomware causerebbero infatti miliardi di euro di danni ogni anno e i responsabili delle organizzazioni colpite potrebbero non trovare alcun vantaggio nell'adottare le necessarie contromisure di sicurezza grazie alla possibilità di vedersi risarciti in ogni caso.

Blocco dei beni per chi è sotto attacco?

Una strategia allo studio di Parigi dovrebbe essere quella di bloccare i beni di chi ha subito un attacco basato sui ransomware, senza le disponibilità economiche per pagare un eventuale "riscatto", e senza un'assicurazione alle spalle delle vittime, gli utenti malevoli potrebbero perdere le fonti di riferimento per i propri guadagni illeciti.

Se veramente la strada scelta dovesse essere quella indicata in precedenza le aziende non sarebbero più costrette a pagare per riavere i propri dati ma non avrebbero più altra alternativa se non quella di investire su sistemi per la propria autotutela, nel lungo periodo ciò si potrebbe tradurre anche in una diminuzione degli attacchi.

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A questo punto è possibile che, nel caso venga confermata, l'iniziativa di AXA possa essere soltanto la prima fase di un periodo in cui le assicurazioni non faranno più parte degli strumenti per la gestione dei rischi inerenti le informazioni trattate. E' infatti prevedibile che politiche dello stesso tipo possano essere attuate anche in mercati diversi da quello francese.

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