Ransomware: riscatti fino a 50 milioni di dollari

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Ransomware: riscatti fino a 50 milioni di dollari

Secondo i dati raccolti dagli esperti di sicurezza della Unit 42 di Palo Alto Networks, nel corso dell'anno corrente le richieste di riscatto collegate ai ransomware sarebbero cresciute notevolmente, tanto che in un singolo caso gli attaccanti avrebbero richiesto ben 50 milioni di dollari contro il record pari a 30 milioni registrato durante l'anno passato.

Nel caso specifico il picco massimo sarebbe stato rilevato in occasione di una richiesta di riscatto inviata a Kaseya, società specializzata in software per l'IT Management con sedi negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Nuova Zelanda, a cui però in fase iniziale gli attaccanti avevano cercato di estorcere non 50 ma 70 milioni di dollari.

Ad aver subito un incremento rilevante sarebbe stata anche la media dei riscatti pagati arrivata nel 2021 a 570 mila dollari con una crescita di 82 punti percentuali in un anno, a tal proposito è utile segnalare che l'aumento tra il 2019 e il 2020 era stato ancora più consistente assestandosi su un +171%. Diverso il discorso per quanto riguarda la media delle richieste.

In quest'ultimo caso, considerando il primo semestre del 2021 si parla di 5.3 milioni di dollari con un +518% rispetto all'anno passato, quando non si era andati oltre a poco meno di 850 mila dollari. Tale incremento sarebbe dovuto sia alla maggiore importanza dei target, spesso infrastrutture critiche e grandi aziende, sia ai maggiori rischi derivanti da un mancato pagamento.

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Le conseguenze derivanti da un attacco ransomware possono essere infatti molteplici e non si limitano alla sola necessità di tornare in possesso dei dati cifrati. Questi ultimi possono essere trafugati e rivenduti online così come utilizzati per rivolgere ulteriori attacchi verso gli utenti coinvolti, senza contare la necessità di garantire continuità di servizio.

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