Italiani, privacy e poca fiducia

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Italiani, privacy e poca fiducia

Una rilevazione svolta da OpenText evidenzierebbe come ben il 56% dei nostri connazionali sarebbero disposti a spendere di più nel caso in cui le aziende a cui si rivolgono offrissero maggiori garanzie dal punto di vista della protezione della privacy, il dato italiano sarebbe quindi nettamente superiore a quello britannico (49%), tedesco (41%), spagnolo (36%) e francese (17%).

Per il 48% degli intervistati esisterebbero soltanto poche realtà in grado di assicurare la sicurezza dei dati personali, mentre solo per il 26% le aziende sarebbero realmente in grado di mantenere le informazioni raccolte al sicuro. In linea generale, alla maggiore severità delle normative in materia non corrisponderebbe una maggiore fiducia dei consumatori.

Un dato di difficile interpretazione è probabilmente quello relativo alla possibilità di affidare la vigilanza sui dati a sistemi automatizzati, a tal proposito il 40% degli utenti riterrebbe le macchine più affidabili rispetto agli esseri umani mentre il restante 60% si dimostrerebbe sostanzialmente rassegnato ad una perdita anche parziale della privacy indipendentemente dai sistemi di protezione utilizzati.

La stragrande maggioranza del campione italiano (69%) ammetterebbe di non avere conoscenze neanche minime riguardo al funzionamento di regolamenti come il GDPR (General Data Protection Regulation), mentre i più competenti sarebbero soltanto il 18% sul totale contro il 44% della Germania e il 32% della Francia e della Spagna.

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Solo il 13% dei consumatori italiani avrebbe contattato un'azienda per richiedere maggiori dettagli riguardo alle modalità di trattamento dei dati personali, contestualmente appena il 20% dei essi sarebbe fiducioso riguardo al fatto che le imprese stiano adottando dei comportamenti corretti. Da questo punto di vista il dato della Penisola sarebbe però migliore di quello di Spagna (17%), Germania (13%) e Francia (11%).

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