Lighthouse AI chiude e restituisce i soldi

Il destino di una startup non è sempre un'exit miliardaria, al contrario sono molto frequenti i casi in cui una buona idea non si traduce automaticamente in un progetto di successo, anche quando si parla di soluzioni innovative. A dimostrazione di quanto anticipato è possibile citare il caso della Lighthouse AI, impresa che nelle intenzioni dei promotori avrebbe dovuto cambiare per sempre il mercato delle videocamere di sicurezza.

Lighthouse AI ha infatti deciso di chiudere e di restituire i soldi ricevuti dagli investitori che avevano creduto al progetto. A poco sarebbe servito il supporto di un nome noto come quello di Andy Rubin, il creatore del sistema operativo Android, che era riuscito a raccogliere circa 20 milioni di dollari per finanziare ricerche e sviluppo necessari alla commercializzazione.

Nonostante gli sforzi, alla startup sarebbero mancati proprio i capitali necessari per andare avanti nell'implementazione di un dispositivo animato da tecnologie di Intelligenza Artificiale e in grado di effettuare rilevazioni tridimensionali. Il prezzo troppo alto per i consumatori, ben 300 dollari, avrebbe contribuito a classificare il device come poco redditizio.

Quanto accaduto non dovrebbe mettere però in discussione la bontà dell'iniziativa. Rimane comunque interessante la possibilità di utilizzare una videocamera in grado di distinguere le persone dagli animali e capace di riconoscere i volti umani per poi verificarne la presenza all'interno di un database biometrico di utenti autorizzati.

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Ad oggi esistono già sistemi smart per la videosorveglianza, quello concepito dagli ingegneri di Lighthouse AI era però particolarmente avanzato perché in grado di riconoscere persino le voci. I maggiori problemi sarebbero sorti invece a causa della strategia commerciale adottata, con un esordio in ritardo (febbraio 2018 invece di settembre 2017) e diversi clienti che non avrebbero mai ricevuto il dispositivo.

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