Netflix pagherà per il traffico di rete?

Le piattaforme per lo streaming video on-demand sono sempre più numerose e diffuse, questo successo però ha determinato un notevole incremento nel consumo dei dati che molto probabilmente i provider Internet non si aspettavano. Alcuni ISP hanno così cominciato a chiedere che servizi come Netflix fornissero il loro contributo sui costi per le connessioni.

Tali istanze sarebbero state accolte dalla Commissione Europea che avrebbe già preparato la bozza di una nuova normativa volta a costringere le piattaforme di streaming a contribuire alle spese per il mantenimento e l'aggiornamento delle infrastrutture. In questo modo si dovrebbe passare ad un sistema che prevede la partecipazione alle spese.

L'iniziativa dei commissari arriverebbe in seguito alle pressioni esercitate da alcuni grandi protagonisti del settore in Europa, tra di essi vi sarebbero per esempio il gigante tedesco Deutsche Telekom, la spagnola Telefonica, la transalpina Orange, la britannica Vodafone e la nostrana TIM. Esistono poi delle iniziative istituzionali di alcuni Paesi dove i governi sono intervenuti direttamente in proposito.

A motivare la nuova proposta di legge vi sarebbe il fatto che, oltre a Netflix, compagnie come per esempio Google con YouTube, Apple con il servizio AppleTV+ e non solo, Amazon con Twitch o Meta con i video sui suoi social media, guadagnerebbero direttamente o indirettamente dal consumo di traffico dati senza pagare alcunché ai provider.

Nel complesso il 55% di tutto il traffico di rete verrebbe prodotto da sole 6 grandi compagnie operanti a livello mondiale, secondo la Commissione Europea esse dovrebbero essere vincolate al principio del Fair Share secondo cui le spese per il funzionamento di un determinato servizio dovrebbero essere condivise da chiunque ne tragga profitto.