Privacy in cambio di denaro, per il 39% degli Italiani si può

  • ForumDiscuti sul forum
  • Precedente5G: giro d'affari da 277 miliardi di dollari in 6 anni
  • SuccessivoBrand identity sotto attacco in quasi un quarto dei casi
Privacy in cambio di denaro, per il 39% degli Italiani si può

Secondo una rilevazione svolta dai ricercatori di Kaspersky Lab il 39% dei nostri connazionali sarebbe disposto a cedere i propri dati personali a terzi in cambio di una remunerazione economica in denaro. Tale risultato sarebbe sostanzialmente rispettoso della media a livello mondiale, vi sarebbero però alcuni aspetti che contraddistinguono la risposta del campione nostrano.

Ben il 63.5% degli intervistati italiani avrebbe definito impossibile il raggiungimento di una privacy completa in Rete, meno pessimisti gli intervistati coinvolti a livello globale per i quali la percentuale si attesterebbe sui 56 punti. Il 29% degli Italiani cederebbe i propri dati a fronte di un'offerta di prodotti e servizi, mentre nel complesso non si andrebbe oltre una media del 18%.

Continua dopo la pubblicità...

Come interpretare l'atteggiamento degli abitanti della Penisola nei confronti di questo argomento? Da una parte esso potrebbe essere il risultato di un estremo "realismo" nel giudicare le problematiche relative alla riservatezza online, dall'altra Kaspersky sottolinea come considerare la privacy un obbiettivo irraggiungibile esponga a diversi rischi, persino quello della perdita del proprio lavoro.

A tal proposito verrebbe citata la pratica ormai diffusa da parte dei datori di lavoro e dei reclutatori di analizzare l'attività sui social media (Instagram, LinkedIn e Facebook in particolare) dei propri dipendenti o dei candidati per una determinata posizione. Questo sia con lo scopo di non subire danni d'immagine che per evitare la diffusione di informazioni riguardanti le attività aziendali.

Stando ai dati raccolti dalla piattaforma CareerBuilder, il 34% dei datori di lavoro avrebbe ripreso o licenziato almeno una volta un collaboratore in seguito alla condivisione di contenuti sui social network. Nello stesso modo ben il 57% avrebbe deciso di non assumere un nuovo dipendente dopo averne analizzato l'operato in Rete.

I commenti degli utenti

I commenti sono sottoposti alle linee guida di moderazione e prima di essere visibili devono essere approvati da un moderatore.