Telegram prepara l'IPO per l'esordio in Borsa

Telegram prepara l'IPO per l'esordio in Borsa

Telegram, società che sviluppa la nota applicazione per la messaggistica istantanea, starebbe preparando l'IPO (Initial Public Offering) per il suo debutto in Borsa. Tale operazione dovrebbe essere effettuata in modo graduale, sarebbe stato previsto un arco temporale di almeno un biennio, e concludersi con un capitalizzazione tra i 30 e i 50 miliardi di dollari.

L'offerta pubblica sarebbe per ora soltanto una delle ipotesi allo studio, secondo gli analisti finanziari la compagnia potrebbe decidersi anche per un ingresso immediato (direct listing) come quello programmato di recente da Coinbase, o per la creazione di una SPAC (Special Purpose Acquisition Company) e quindi la fusione in una società non operativa sul mercato.

L'obbiettivo dell'esordio dovrebbe essere Wall Street e più precisamente l'indice Nasdaq che raccoglie gran parte delle grandi realtà dell'High Tech oggi quotate in Borsa, ma non è esclusa la possibilità che alla fine la destinazione finale sia Hong Kong. Telegram è una società russa e da questo punto di vista ha un'ampia libertà di scelta.

A rendere credibile l'ipotesi di uno sbarco in Asia vi è il fatto che l'applicazione è diffusamente utilizzata in Oriente dove conta non meno del 40% della propria utenza. Ad oggi si prevede che questa percentuale possa salire fino a 50 punti nel 2023, quando gli utenti di Telegram dovrebbero arrivare a 1 miliardo di unità in tutto il Mondo.

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Stando a quanto dichiarato nelle scorse ore da Pavel Durov, fondatore della società, la liquidità di Telegram sarebbe oggi garantita da finanziamenti per 150 milioni di dollari ottenuti grazie ad un fondo degli Emirati Arabi Uniti (in cambio dell'apertura di una sede in loco) e da circa 1 miliardo di dollari derivanti dalla vendita di obbligazioni.

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