Antitrust vs. la Privacy Sandbox di Chrome

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Antitrust vs. la Privacy Sandbox di Chrome

Due funzionalità di Google Chrome che attualmente non sono state ancora attivate sarebbero già al centro di iniziative istituzionali finalizzate ad impedirne l'implementazione, parliamo nella specifico della Privacy Sandbox e del blocco di default dei cookie di terze parti alla cui introduzione si opporrebbero attualmente ben 15 stati degli USA.

Privacy Sandbox, che dovrebbe essere integrata nel browser Web entro il prossimo anno, è legata alla tecnologia FLoC (Federated Learning of Cohorts) che dovrebbe sostituire la funzione svolta fino ad oggi dai cookie, grazie ad essa non si avrà una profilazione dei singoli utenti ma la creazione di gruppi di utilizzatori accomunati da interessi e abitudini di navigazione.

Il blocco dei cookie di terze parti è un'iniziativa fortemente legata alla feature precedentemente descritta, abilitandolo si impedirà ai cookie di effettuare procedure per il tracciamento cross-site che sostanzialmente segue un utente nello spostamento tra siti Web differenti e, in questo modo, consente di raccogliere dati utili per il marketing e l'advertising.

Come accaduto in precedenza per altri strumenti presenti in Chrome, anche questa volta Google sarebbe stata accusata di abuso di posizione dominante (sia nel mercato pubblicitario che in quello della navigazione su Internet) con danno per la libera concorrenza. A parere dei procuratori generali coinvolti l'intenzione di Big G sarebbe quella di favorire la propria piattaforma pubblicitaria.

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Sempre secondo gli accusatori, Mountain View starebbe utilizzando il pretesto della protezione della privacy a proprio vantaggio senza per questo porre fine realmente ad alcuna attività di profilazione e tracciamento, da parte sua però il gruppo californiano avrebbe sottolineato come diverse organizzazioni per la tutela dei dati personali abbiano sostenuto la bontà delle sue recenti iniziative.

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