Google Workspace nell'era della smart working

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Google Workspace nell'era della smart working

Google Workspace, la suite di Mountain View che offre funzionalità appositamente dedicate allo sviluppo di progetti in ambito lavorativo e alla produttività, si arricchisce ora di nuove feature incentrate soprattutto sull'integrazione tra strumenti per il lavoro in sede e quelli per il remoto. L'obbiettivo è naturalmente quello di proporre un'alternativa a soluzioni concorrenti come Microsoft Teams.

Come sottolineato nelle scorse ore da Javier Soltero, responsabile di Google Workspace per Big G, le esigenze di aziende e lavoratori sono profondamente cambiate nel corso dell'ultimo anno (si pensi soltanto al ricorso di massa allo smart working) per questo motivo anche l'offerta del gruppo è stata riadattata per venire incontro alle esigenze di chi ha scelto le soluzioni fornite tramite la Google Cloud Platform.

A tal proposito Soltero avrebbe citato anche un recente studio condotto dai ricercatori di Gartner secondo il quale la maggior parte delle aziende continueranno ad utilizzare un modello di business almeno parzialmente basato sul remote working anche quando la campagna vaccinale in corso verrà completata ponendo fine all'emergenza pandemica.

Google Workspace presenta ora novità per Google Calendar, che consente di segmentare gli orari di lavoro e di segnalare agli altri collaboratori gli orari in cui è possibile partecipare ad una riunione, così come per Google Meet, che supporta ora i sottotitoli, l'organizzazione di Q&A, la realizzazione di sondaggi e include un secondo schermo in-App.

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Arrivano anche Google Workspace Frontline, soluzione per il front-office integrata con GMail e GDrive, e una nuova impostazione delle comunicazioni tramite Google Workspace Essentials che consente di accedere da un'unica interfaccia a tutti gli strumenti per la collaborazione di Mountain View. Rivisto e corretto anche l'ACL (Access Control Level) per garantire più sicurezza e maggiore rispetto della privacy.

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